Interview with Gianfranco Maffucci

Title

Interview with Gianfranco Maffucci

Description

Gianfranco Maffucci (b. 1930) remembers episodes of everyday life in wartime: bartering food, going into the shelter when the alarm sounded; men working in the factories while women going to market. Gives a detailed account of his neighbourhood: piazza Italia, the city hall and the local fascist headquarter. Describes how children used to play in the fields, using different areas according to their age groups. Mentions how parents tried to keep their children in the dark about everything that could potentially hurt them, being themselves still shocked by the 1938 explosion.

Publisher

IBCC Digital Archive
Memoro. La banca della memoria

Contributor

Peter Schulze

Rights

This content is available under a CC BY-NC 4.0 International license (Creative Commons Attribution-NonCommercial 4.0). It has been published ‘as is’ and may contain inaccuracies or culturally inappropriate references that do not necessarily reflect the official policy or position of the University of Lincoln or the International Bomber Command Centre. For more information, visit https://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/ and https://ibccdigitalarchive.lincoln.ac.uk/omeka/legal.

Format

00:02:52 audio recording

Language

Type

Identifier

Memoro#12795

Conforms To

Spatial Coverage

Transcription


GM: Come si stava? Si stava, si stava [pauses] male. A parte che tutte le sere bisognava, suonava l’allarme per l’incursione aerea, bisognava andare sotto i rifugi pero’ si stava veramente male ma anche nelle, come si dice, nelle masserizie. Allora c’era lo scambio allora se io c’ho la farina veniva da me a chiedere un chilo di farina diceva va be’ ma tu dammi i pomodori e i pomodori si si va bene c’ho i pomodori ma tu che me dai un bicchiere d’oio e cosi’. [part missing in the original file] Quartiere quando sono arrivato io c’era solo Santa Barbara poi c’era Piazza italia c’era il comune e la Casa del Fascio, quello che ora sarebbero i carabinieri e poi di qua’ di la’ c’era il palazzo di destra e il palazzo di sinistra e il villaggio vecchio, il resto era tutto campo e noi, siccome eravamo ragazzotti all’eta’ vostra, andavamo a giocare per i campi, e tanto e’ vero poi il fatto in contemporanea al mercato coperto qui allora la gente che succedeva? I mariti andavano a lavorare in fabbrica la mattina alle sette e le mogli si vestivano e venivano al mercato a far la spesa, a comprare la verdura, la frutta, il pane, la pasta, quello che c’e’. Che e’ successo? E’ successo che nei prati nei dintorni della piazza, siccome venivo da Santa Barbara diciamo [unclear] allora siccome strade gia’ c’erano, loro prendevano la scorciatoia e tagliavano a meta’ il campo e crearono il viottolo, a forza di passare oggi domani crearono il viottolo, e li’ ci furono diciamo ci fu una scissione, la scissione del campo dei piccoli e del campo dei grandi [unclear] al limite. Allora noi piccoli ,che eravamo piccoli, giocavamo sulla sinistra, dove adesso c’e’ il supermercato, invece i grandi giocavano sulla destra, dove c’era la strada [part missing in the original file] poi i genitori ci nascondevano tutto anche perche’ noi subimmo diciamo cosi’ lo shock dello scoppio del ’38 che fu una tragedia immane allora c’era rimasto talmente impresso che i nostri genitori erano talmente intelligenti che non ci facevano capire il momento in cui vivevamo che il pericolo c’era.

Citation

“Interview with Gianfranco Maffucci ,” IBCC Digital Archive, accessed October 21, 2019, https://ibccdigitalarchive.lincoln.ac.uk/omeka/collections/document/322.

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