Interview with Renato Maldarelli

Title

Interview with Renato Maldarelli

Description

Renato Maldarelli (b. 1937) describes the 1943 bombing of Naples. Remembers being woken up by the alarm, his mother wrapping him in a blanket and going down to a cold shelter. Doesn’t recall the fear of being buried alive under his collapsed home, a prospect which much troubled his mother. Recalls a lawyer who never used the shelter because he enjoyed watching searchlights trying to cone aircraft, and describes how he did so until was hit by a shell splinter and almost died. Mentions a house hit by German artillery and a fire exchange between Germans and partisans in the Capodimonte e Materdei neighbourhoods.

Publisher

IBCC Digital Archive
Memoro. La banca della memoria

Contributor

Peter Schulze

Rights

This content is available under a CC BY-NC 4.0 International license (Creative Commons Attribution-NonCommercial 4.0). It has been published ‘as is’ and may contain inaccuracies or culturally inappropriate references that do not necessarily reflect the official policy or position of the University of Lincoln or the International Bomber Command Centre. For more information, visit https://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/ and https://ibccdigitalarchive.lincoln.ac.uk/omeka/legal.

Format

00:02:58 audio recording

Language

Type

Identifier

Memoro#5249

Conforms To

Spatial Coverage

Temporal Coverage

Transcription

RM: Del ’37, io sono del gennaio ’37, quindi avevo 5, 6 anni, 7 anni, quindi ’43 io avevo 6 anni. Quindi mi ricordo delle cose particolari. Mi ricordo [unclear] specialmente quando improvvisamente dormivi a caldo improvvisamente suonava la sirena e allora mia madre ci pigliava, mio padre non c’era perché mio padre era al fronte e allora ci metteva con delle coperte e ci portava giù nei ricoveri. E quindi sai, stavamo al freddo perche’ poi immagina questo succedeva a gennaio, febbraio, marzo e faceva freddo no, e quindi al freddo vai giù e stai ad aspettare ore, ore, ore, ore. Poi ogni tanto si sentivano delle bombe che cadevano vicine, paura che te cadesse il palazzo addosso. Io questa paura del palazzo addosso non mi rendevo conto, mia madre invece sì, attraverso mia madre capivo che c’era un qualche cosa comunque. [part missing in the original file] Mi ricordo un giorno l’avvocato [unclear] che abitava nel mio palazzo praticamente lui non voleva andare giù, gli piaceva vedere gli aerei perché si vedevano questi fasci di luce che cercavano di prendere gli aerei e colpire gli aerei e allora si vedevano tutti questi fasci di luce e anch’io ero affascinato, mia madre però mi portava giù e l’avvocato [unclear]. Un giorno, ‘na sera lui rimase lì a vedere ‘sta cosa quando una scheggia lo prese qua [unclear], lo prese qua e stava lasciandoci la pelle perché lo portarono, per fortuna. Poi una casa di fronte a me ad un certo punto, di fronte a casa mia, un colpo di cannone aveva squarciato tutto l’appartamento, un colpo di cannone da parte dei Tedeschi che stavano su a Capodimonte. Perché poi io abitavo in un punto che mi trovavo tra Capodimonte e il rione Materdei, abitavo a Materdei, tra Capodimonte e una zona dall’altra parte che dove c’erano partigiani, dove c’erano e allora loro sparavano con cannonate, sparavano, e in mezzo di hanno sparato.

Citation

“Interview with Renato Maldarelli,” IBCC Digital Archive, accessed October 20, 2019, https://ibccdigitalarchive.lincoln.ac.uk/omeka/collections/document/320.

Item Relations

This item has no relations.

Can you help improve this description?