Interview with Rita Patrignani

Title

Interview with Rita Patrignani

Description

Rita Patrignani (b. 1921) mentions wartime food shortages and stresses how she picked up what she found on the ground at the market . Describes the bombing of the San Lorenzo neighbourhood in Rome. Contrasts her impulse to dash to the nearest shelter with the fatalistic attitude of her father and her sister who remained at home.

Publisher

IBCC Digital Archive
Memoro. La banca della memoria

Contributor

Francesca Campani

Rights

This content is available under a CC BY-NC 4.0 International license (Creative Commons Attribution-NonCommercial 4.0). It has been published ‘as is’ and may contain inaccuracies or culturally inappropriate references that do not necessarily reflect the official policy or position of the University of Lincoln or the International Bomber Command Centre. For more information, visit https://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/ and https://ibccdigitalarchive.lincoln.ac.uk/omeka/legal.

Format

00:02:07 audio recording

Language

Type

Identifier

Memoro#7002

Conforms To

Spatial Coverage

Temporal Coverage

Transcription

RP: Il periodo di guerra me lo ricordo che era triste, ho sofferto la fame, tanta, me ricordo facevo la fila al mercato per prendere un po’ di verdura e quando arrivavo non c’era più niente, allora prendevo quello che c’era per terra, le fave, le cocce delle fave queste cose che allora, era una cosa che non, non se po’ descrive proprio.
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RP: Corri per andà ai rifugi.
Unknown Interviewer: Lei aveva il rifugio vicino casa?
RP: Ce l’avevo in piazza Dante, dovevo fare due portici e poi una strada ma io la vedevo vicina perché correvo talmente tanto che mi trovavo subito al rifugio.
UI: E si ricorda sicuramente del bombardamento di San Lorenzo.
RP: Certo, mi ricordo bene perché i vetri della nostra finestra si spalancarono, me ricordo tutto di piazza, di San Lorenzo, quando hanno, so’ arrivati, che hanno bombardato lì, viale Manzoni che c’era lì, la Fiat, non mi ricordo che c’era, è stata una cosa tremenda.
UI: E quanto è durato questo bombardamento?
RP: Eeeh per me era un’eternità perché per me non finiva mai perché correvo come una pazza da, da un portico all’altro, e si vedevano queste cose che mitragliavano e io che correvo come una pazza e strillavo per la gran paura.
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RP: Avevo solo mio padre, che mio padre non è mai, non si è mai alzato, non è mai venuto alla, è rimasto sempre a casa con l’altra figlia che era più piccola e loro non volevano venire perché dice ‘Tanto se si deve morire noi vogliamo morire qui a casa’ e io invece che ero tanto fifosa [sic], c’avevo tanta di quella paura che ero la prima a correre, lasciavo tutto e correvo come una pazza.

Citation

“Interview with Rita Patrignani,” IBCC Digital Archive, accessed December 6, 2019, https://ibccdigitalarchive.lincoln.ac.uk/omeka/collections/document/309.

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