Interview with Ada Dellaferrera

Title

Interview with Ada Dellaferrera

Description

Ada Dellaferrera (b. 1928) recalls aircraft strafing the railway station and how she tried to hide next to a wall. Remembers when her mother sent her out in the blackout and the fear of the dark she has had ever since.

Publisher

IBCC Digital Archive
Memoro. La banca della memoria

Contributor

Francesca Campani

Rights

This content is available under a CC BY-NC 4.0 International license (Creative Commons Attribution-NonCommercial 4.0). It has been published ‘as is’ and may contain inaccuracies or culturally inappropriate references that do not necessarily reflect the official policy or position of the University of Lincoln or the International Bomber Command Centre. For more information, visit https://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/ and https://ibccdigitalarchive.lincoln.ac.uk/omeka/legal.

Format

00:02:35 audio recording

Language

Type

Identifier

Memoro#9181

Coverage

Conforms To

Transcription



AD: E poi parliamo dei bombardamenti, una volta c’era gli aerei che passavano, al mio paese non hanno bombardato, hanno solo mitragliato la stazione, io mi trovavo nei pressi della stazione, sentivo quei quei caccia che prendevo, perché nella stazione c’era delle, dei carri, dei carri bestiame praticamente, eeeh loro non so cosa pensava che ci fosse, delle tradotte di militari, allora bombardavano, mitragliavano questi vagoni, io talmente piccola, cosa vuoi, dieci unidici dodici anni, non sapevo nemmeno cos’era la guerra, vicino a me c’era un muretto, mi sono allungata di fianco a quel muretto, ho detto ‘Così non mi vedono’ perché avevo paura che mitragliassero anche me, figurati loro non mi vedevano nemmeno. Però, guarda quello me lo ricordo, mi sono coricata lunga a quel muretto ho detto ‘Così non mi vedono, non mi prendono, poi son passati, mi sono alzata, sono andata a casa.
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AD: E poi un’altra cosa che non lo dimentico.
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AD: Una serva verso le nove mia mamma mi dice ‘Vai in piazza a fare una commissione?’: è la prima sera che hanno tolto la luce per le strade, era buio. E io ‘Sì sì vado, mi sono tenuta al muro da casa fino in piazza, perché non vedevo dove andavo [emphasis] talmente, io sono ancora terrorizzata adesso dalla notte perché io al buio non vado da nessuna parte.
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AD: Sono andata a fare sta commissione sono tornata.
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AD: Mia mamma mi chiese ‘Perché piangi?’ io le ho detto ‘Ma piango perché ho paura del buio’. Infatti ho sempre avuto paura del buio, da quel momento mi è stato talmente impresso che non l’ho dimenticato, ancora adesso io non esco di sera se non è bello chiaro, perché ho paura del buio si vede che mi è stato proprio impresso quel buio quella sera, bambina da sola, e così sono ancora adesso. Io vivo in un paesino che si chiama Castagnola Lanze nella provincia di Asti, un paesino ci sarà, sarà quattro mila persone, più o meno.

Citation

“Interview with Ada Dellaferrera,” IBCC Digital Archive, accessed February 19, 2020, https://ibccdigitalarchive.lincoln.ac.uk/omeka/collections/document/257.

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