Interview with Margherita Franco

Title

Interview with Margherita Franco

Description

Margherita Franco (b. 1934) describes how an unexploded bomb was found in the garden of their house. Mentions technical terms she learned at that time and describes how her father resorted to the Unione Nazionale Protezione Antiaerea bomb disposal units, and describes their lax approach to discipline. She also describes searchlights circling in the night sky.

Publisher

IBCC Digital Archive
Memoro. La banca della memoria

Contributor

Francesca Campani

Rights

This content is available under a CC BY-NC 4.0 International license (Creative Commons Attribution-NonCommercial 4.0). It has been published ‘as is’ and may contain inaccuracies or culturally inappropriate references that do not necessarily reflect the official policy or position of the University of Lincoln or the International Bomber Command Centre. For more information, visit https://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/ and https://ibccdigitalarchive.lincoln.ac.uk/omeka/legal.

Format

00:01:59 audio recording

Language

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Identifier

Memoro#888

Conforms To

Spatial Coverage

Transcription


MF: Al mattino mio papà si alza presto, va a fare un giro nel suo orto, prima di andare a lavorare e ti trova un buco come di una bomba, il buco di una bomba, grande grande, come vedere lì quella la terra tutta tirata su. Allora corre in casa e chiede a mia mamma, dice a mia mamma: “Di’ guarda che di là han buttato una bomba”. Si vede che non è esplosa perché noi non ce ne siamo accorti, però è caduta nel molle, non è scattata la spoletta (queste sono tutte cose che dicevano loro) la spoletta, poi c’era un’altra cosa, la sicura che cos’è? Poi la bomba è rimasta lì, come una bottiglia piantata nel prato, praticamente. Allora hanno chiamato.
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MF: Gli artificieri
Unknow interviewer: quelli dell’UNPA
MF: No, quelli dell’UNPA erano tutti al [unclear] ubriachi come oche, perché erano contenti che Mussolini aveva dichiarato la guerra, e saremmo diventati padroni del mondo. Invece così non è stato, e i francesi ne hanno approfittato, han capito che in Italia c’è il vino buono, han detto: ”Quelli vanno a bere di sicuro”, ma non ce n’era manco uno in giro, facevi in tempo a morire cento volte. C’erano però quei, i razzi, i, no.
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MF: No i bengala [background voice] quelli dei fari dritti che sembravano delle braccia, delle enormi braccia.
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MF: I riflettori, illuminavano dappertutto, dove c’era un obiettivo loro lo illuminavano.
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MF: Difeso? Non hanno mai difeso nessuno perché poi.
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MF: A centrare un aereo con quelle luci lì è un po’ difficile

Citation

“Interview with Margherita Franco,” IBCC Digital Archive, accessed May 24, 2020, https://ibccdigitalarchive.lincoln.ac.uk/omeka/collections/document/90.

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